| EDITORIALE |
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Perché ottimisti Viviamo tempi che appaiono duri. Se si guardano le prime pagine dei quotidiani, dei telegiornali, o si ascoltano i radiogiornali, le prime notizie trattano sempre di morti, assassini, uccisioni, disastri… La cultura della morte è perniciosa, diffusa, morbosa. Sembra quasi che ci siano più persone che chiedono di morire piuttosto che tante che chiedono di vivere.Ma il mondo non è tutto buio, l’umanità non è solo dominata da cattivi che vessano i deboli. Dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia, diceva San Paolo. In effetti a guardare bene, per ogni azione poco buona ce ne sono tante di più amorevoli. Per uno che chiede di morire ce ne sono milioni che chiedono di vivere. Per un gesto di rifiuto di aiuto ce ne sono miliardi di carità eroica. Ed è proprio per raccontare il tanto bene che ha dato vita e alimenta la nostra civiltà che insieme ad un gruppo di amici abbiamo deciso di dare vita a L’Ottimista. Siamo ottimisti perché vogliamo sfidare la cultura dei pessimisti, di quelli che pensano sempre male, di quelli che non riescono mai a vedere la luce, di quelli che in ogni disgrazia prima ancora di aiutare le vittime pensano a trovare colpevoli, di quelli che non conoscono lo stupore, che non nutrono speranze, che comunicano e diffondono disperazione, di coloro che pensano che l’umanità è il cancro del pianeta, di quelli che invece di aiutare e amare vogliono sempre giudicare tutto e tutti. Con L’Ottimista intendiamo offrire uno spazio infinito alla cultura della speranza e della vita, vogliano dare voce a coloro che accolgono tutto come un dono, e che sanno dire Grazie!, a quelli che danno prima di avere, a quelli che investono gratuitamente nell’umanità perché sanno che la crescita umana e spirituale di ognuno è ricchezza per tutti, a quelli che non si lamentano, a quelli che amano l’umanità, a quelli che hanno piedi per terra ma occhi rivolti al cielo, a quelli che cercano l’infinito e non gli basta. Non siamo ingenui, né illusi, sappiamo bene che la vita non è facile, che insieme a tante gioie ci sono tante preoccupazioni, sofferenze e dolori, ma sappiamo anche che gli uomini e le donne sono capaci di compiere azioni di straordinario amore e bellezza. Il nostro pianeta è vivo, esiste, cresce e si rinnova grazie alle azioni di amore gratuito di miliardi di uomini e donne che fraternamente si aiutano e compiono tante piccole azioni di eroismo che alimentano la speranza per un mondo migliore. E’ questa la buona novella che ogni giorno si rinnova. Sono queste le storie che vogliamo conoscere. Ed è con queste voci che noi intendiamo alimentare e far crescere l’ottimismo e la speranza. Senza ottimismo l’umanità non vive, non ha futuro. Senza ottimismo l’uomo non intraprende nessuna azione. Con l’ottimismo maggiori sono le qualità morali e più grandi sono le probabilità di far vincere il bene sul male. Diceva Albert Einstein: “E’ meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione”. E il poeta, saggista e filosofo statunitense Ralph Waldo Emerson: “Senza entusiasmo, non si è mai compiuto niente di grande”. Dal canto suo Lao Tsu fondatore del Taoismo ha scritto: “Piuttosto che maledire il buio, accendi una candela”. Sullo stesso tema la beata Madre Teresa di Calcutta affermava: "Se mai diverrò una santa proverò ad accendere la luce di quelli che si trovano nell'oscurità". San Josemaría Escrivá de Balaguer ha scritto: “Compito del cristiano è annegare il male nella sovrabbondanza del bene. Non si tratta di far campagne negative, né di essere 'antiqualcosa'. Al contrario: si tratta di vivere di affermazioni, pieni di ottimismo, con gioventù, allegria e pace; di guardare tutti con comprensione: quelli che seguono Cristo e quelli che lo abbandonano o non lo conoscono. Ma comprensione non significa astensionismo, né indifferenza, bensì azione”. Ed il laicissimo scrittore Ugo Ojetti ha sottolineato: “L’amore assomiglia a Dio: per raggiungerlo bisogna crederci”. Se cerchi verità giustizia e bellezza, se vuoi alimentare la speranza frequentando amici ottimisti, se non ti bastano le cose terrene e cerchi l’infinito, se vuoi intraprendere un cammino verso suggestioni celesti, questo è il tuo giornale. Leggici, scrivici, vieni con noi…. Antonio Gaspari
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Viviamo tempi che appaiono duri. Se si guardano le prime pagine dei quotidiani, dei telegiornali, o si ascoltano i radiogiornali, le prime notizie trattano sempre di morti, assassini, uccisioni, disastri… La cultura della morte è perniciosa, diffusa, morbosa. Sembra quasi che ci siano più persone che chiedono di morire piuttosto che tante che chiedono di vivere.

